Sellaronda Hero 2016 (il racconto di Roberto Mancini)

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Sabato 18/06/2016 ero a Selva di Val Gardena per affrontare il percorso corto della Sellaronda Hero con i suoi 60km per un dsl di 3200 mt. 4016 Bikers in atmosfera meravigliosa, un esperienza impegnativa ma indimenticabile. Arrivo in griglia ore 07:30 , Cielo azzurro e tanta voglia di pedalare, fortuna che trovo subito ragazzi di Matelica con cui scambiare quattro chiacchiere e scaricare un po’ di tensione nell’attesa della partenza. 8:10 , pronti , via ! Se è vero che “ il buon giorno si vede dal mattino “ l’inizio della gara fa ben capire quello che ti aspetta : fatica, fatica e ancora fatica!! Il percorso inizia subito  con la temuta salita del Danterciepies con i suoi 750 mt di dsl. per 5 km di arrampicata con pendenza media del 17 % e diversi strappi intorno al 20-25%. Il giorno prima della gara avevo provato questa salita ed ho pensato : “ Robe’ domani parti piano che altrimenti non arrivi alla fine “. Arrivati al rifugio in vetta ( 2298 mt ) si riprende un po’ di fiato nella discesa che scende a passo Gardena dove inizia un single track che porta al primo ristoro nel paesino di Corvara (1566mt), non difficile, ma da fare comunque con un po’ di attenzione. Attraversato il centro abitato il percorso riprende in salita per altri 10-12 km fino ad arrivare al Pralongià  (2157 mt) con tratti di pendenza del 18-20% . Al rifugio Marmotta approfitto per fare una breve sosta ristoratrice e vestirmi per la discesa. Dò un occhio al Garmin:  25 km con 1500 mt di  dsl. Oddio!! solo un terzo di gara fatto e già tanta fatica accumulata, meglio non pensarci. In questo tratto il percorso è abbastanza variabile, brevi strappi molto impegnativi si alternano a lunghi tratti di stradoni in salita costante fino ad arrivare alla sospirata discesa mista di sentieri, stradine e percorsi in mezzo al bosco che porta fino a Passo Campolongo (primo cancello di gara) per poi proseguire fino ad Arabba (1597 mt).La cosa che impressiona è l’organizzazione, ai ristori c’è di tutto , gel, barrette, panini, cibo e bevande a volontà, addirittura ad ogni ristoro c’è una postazione per il lavaggio bici (probabilmente messe li a causa del diluvio del Venerdì sera che assicurava fango in abbondanza, il cambio della bici li ha graditi molto). Al ristoro ritrovo alcuni dei ragazzi incontrati in partenza e uno di loro dice “meglio partire che tra un ora è prevista pioggia “  il tempo di finire la frase….. ecco che arrivano le prime gocce, (e da qui tanto tanto fango).Via! Tutti in sella, direzione Passo Pordoi (2239 mt). Una salita di 7-8 km che ho patito molto, regolare ma infinita. Fortuna che  ho incontrato un ragazzo umbro messo quasi peggio di me e ci siamo fatti forza a vicenda, come si dice : “ mal comune mezzo gaudio “. Proprio quando si iniziava ad intravedere il Pordoi  ed il morale iniziava a risalire ecco che arriva la grandine, “no ! ci mancava anche questa”. Si continua ! Arrivato al Passo ci siamo buttati nel single track che porta fino a Pian de schiavaneis , un sentiero ripidissimo con almeno 10-15 cm di fango,  tutti giù di sella a far lo scivolo come sulla neve, tra fango, sentieri diventati dei ruscelli e pietraie viscide arrivando all’atteso ristoro.

Qui oramai anche i panini sanno di fango; breve sosta per lavaggio bici, recupero energie e via! Si attacca il Sella ( 2240 mt ), l’ultima salita della gara, pedalando pensavo: “è l’ultima, fatta questa è finita ( anche se le gambe avrebbero smesso già da un pezzo)”. La salita del Sella è molto dura anche perché si affronta con già 45 km e 2500 mt di dsl sulle gambe, è fatta di strappi molto ripidi in cui si recupera un po’ solo dove la salita cala di pendenza , non ricordo tratti in pianura ( come in quasi tutta la strada fatta dalla partenza), nemmeno in cima dove la salita termina si riesce a recuperare forze a causa del fondo fangoso però la vista del Sella e della citta dei Sassi fa quasi dimenticare lo sforzo fatto. Spettacolare! Difficile descriverla come merita. È da vedere. Entrarci con la bici è stata un emozione che non dimenticherò sicuramente ( è stato proprio un video della gara in quel punto che mi ha spinto  ad iscrivermi alla Hero ).Passato questo spettacolo naturale si inizia la tanto attesa discesa per Selva passando per stradine, sentieri e piste da sci cosparse di solchi nel fango tracciati dalle molte bici passate ma oramai il traguardo è vicino,è finita. La Hero mi ha lasciato bellissime emozioni che ripagano abbondantemente la fatica fatta,  è stata un esperienza intensa,  ti vien da pensare “nemmeno se ti pagano si fanno faticate simili“ ma poi alla fine la passione prevale e pensi già all’iscrizione per l’anno dopo.

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Un commento

  • stefano

    Complimenti Roberto per la tua impresa e per aver fatto sognare chi ha letto il tuo racconto ….uno sono io…!!!!

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